Porteresti a casa tua un foraggiatore di Hamas?

Porteresti a casa tua un foraggiatore di Hamas?

Porteresti in casa tua un foraggiatore di Hamas?

Prima di risponderci, ti ricordiamo che Hamas è considerata un’organizzazione terroristica da Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito, Canada, Australia, Giappone e da altri Paesi.

Sicuramente la tua risposta è: NO! Ed allora perché dobbiamo tenere in Italia moschee alias centri culturali islamici, sospettati di finanziare Hamas?

Quella denominata “Mariam” di via Padova a Milano ne è un esempio. È aperta ed operante da ben 18 anni.

Le cronache se ne sono occupate, poiché è emerso un suo legame con l’Abspp-Associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese.

Tale sigla è recentemente finita nel vortice dell’operazione “Domino”, l’inchiesta relativa alla cellula di Hamas in Italia.

Non solo. A guidare le preghiere in questa stessa moschea milanese sarebbe stato più volte tale Riyad Albustanji, risultato membro del comitato estero di Hamas in Italia.

Avrebbe avuto un doppio ruolo, di propaganda e di fundraising: è finito anche lui in manette nell’ambito delle indagini in corso.

Già nel 2021 di lui s’era occupato un’interrogazione presentata all’Europarlamento, poiché accusato d’aver esaltato il martirio dei musulmani per la Palestina, anche se bambini.

Nello stesso anno un’altra interrogazione, questa volta presentata alla Camera, in Italia, lo aveva indicato come uno dei predicatori più estremisti operanti nel nostro Paese.

In un’intervista, rilasciata all’emittente al-Aqsa il 22 giugno 2012, Albustanji disse di aver portato la figlia a Gaza, affinché imparasse dalle donne palestinesi come educare i figli alla jihad.

Ci chiediamo e ti chiediamo: possiamo tenere aperte, come se nulla fosse, realtà di questo tipo in Italia? Noi diciamo di no. E siamo sicuri che lo pensi anche tu.

Certo, tante volte ci demoralizziamo, convinti di non poterci fare nulla… Invece ti assicuriamo che non è così!

Per questo ti proponiamo almeno due modi estremamente concreti ed efficaci per levare forte la nostra protesta.

Il primo consiste nel firmare, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Basta con la sottomissione all’islam!», promossa da Pro Italia Cristiana.

È indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché tuteli la nostra identità nazionale e fermi il processo di islamizzazione in corso nel nostro Paese.

Tale operazione, perché abbia successo, va sostenuta però anche con una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Ciò ha un costo, che da soli non potremmo sostenere. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!

È urgente, prima che “centri culturali” di questo tipo facciano proseliti in tutto il Paese e raccolgano fondi destinati ad organizzazioni terroristiche, che odiano l’Occidente.

Oltre a Milano, infatti, anche la moschea di Piacenza è stata accusata di aver avuto rapporti con l’Associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese.

Il che pone ancor più interrogativi, poiché a guidare questa moschea è Yassine Baradai, appena eletto alla guida dell’Ucoii-Unione delle comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia.

A documentare questo collegamento sarebbe un video, recuperato dall’europarlamentare Anna Maria Cisint della Lega, relativo ad una campagna di aiuti pro-Gaza dello scorso settembre.

Tieni conto che, sempre a Piacenza, opera anche Yassine Ben Thabit, legato all’Istituto Bayan di Verona e quindi alla galassia della Fratellanza Musulmana.

Alla magistratura spetta ora accertare l’esistenza di una rete sotto traccia, che, col pretesto della beneficenza, finirebbe in realtà per foraggiare il terrorismo islamico.

Al di là delle indagini, che dovranno chiarire la destinazione reale dei fondi, comunque tutto ciò evidenzia quanto urgente sia bloccare questo fenomeno di crescente islamizzazione del Paese.

Blocchiamo tutti insieme l’avanzata dell’islam!

 

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