Salviamo l’Italia dalla Mezzaluna!
Quando abbiamo visto la prima pagina de il Giornale, siamo trasecolati.
A Venezia il Partito Democratico ha organizzato una sorta di “scuola elettorale” per i cittadini provenienti dal Bangladesh.
I docenti sono i candidati alle prossime amministrative, inneggianti ad Allah. A Bologna è stato, invece, aperto uno sportello anti-islamofobia.
L’islamizzazione sta avanzando a passi da gigante, senza sosta, fortemente spinta dalle Sinistre, che si illudono di poter recuperare così almeno parte dei consensi persi.
Non dimentichiamoci i dati raccolti dall’Istat nell’ottobre 2016: 2 immigrati di seconda generazione su 3 non si sentono Italiani e se ne infischiano dei doveri che la cittadinanza comporta.
Ma non è solo un problema nostro. Anche in Francia, a Creil, l’elezione del nuovo Sindaco pakistano Omar Yaqoob è stata consentita solo dal patto di ferro stretto tra Sinistre ed islam.
La sua elezione è avvenuta in una città ormai stretta d’assedio. L’altra candidata, la socialista Sophie Dhoury-Lehner, ha chiuso la campagna elettorale protetta dalle forze dell’ordine.
È stata tacciata d’esser “infedele” e minacciata di morte. Eppure in questo Comune si trovano libri di promozione dell’etica e della fede musulmana in vendita anche nei negozi.
Il panettiere della stazione ha dovuto chiudere: era perseguitato dagli islamici perché, accanto ai prodotti halal, vendeva anche birra e prosciutto.
Qui vige ormai un sistema di controllo sociale non scritto. Le ragazze indossano il velo ed abiti larghi ed hanno il divieto di frequentare compagnie maschili.
Anche a Rouen, città del martirio di santa Giovanna d’Arco, una tabaccheria del centro vende calamite turistiche rozzamente modificate. Vuoi sapere come?
Il giglio della monarchia è stato sostituito dalla mezzaluna islamica, l’Agnello Pasquale figura sgozzato – richiamando in modo macabro le esecuzioni jihadiste - e la Croce spezzata.
Rouen, per intenderci, è la stessa città in cui nel luglio 2016 venne barbaramente sgozzato da due terroristi legati all’Isis Padre Jacques Hamel, un sacerdote di 85 anni, mentre celebrava Messa.
Anche a Vienna un recente studio ha evidenziato una situazione alquanto preoccupante: il 41% dei giovani musulmani ha dichiarato di ritenere la sharia superiore alle leggi austriache.
Non solo: il 46% della popolazione islamica intervistata ritiene che si debba essere pronti a «combattere e morire in difesa della propria fede». Analoghi i risultati ottenuti in Germania.
In Francia l’indagine condotta dall’Institut Montaigne ha rilevato come il 55% dei giovani islamici si definisca «fondamentalista» e consideri la sharia più importante delle leggi francesi.
Italia, Francia, Austria, Germania… Sottomissione, intimidazioni ed islamizzazione stanno deformando totalmente il volto culturale e spirituale dell’Occidente cristiano.
Non possiamo sorvolare e tollerare tutto questo! Bisogna reagire! Come? Sottoscrivendo la petizione «Basta con la sottomissione all’islam!», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché difenda i valori fondamentali della nostra identità, della nostra storia e della nostra cultura.
Perché quest’iniziativa abbia successo, occorre però sostenerla anche con una vasta campagna di sensibilizzazione che spieghi bene perché questa sia da ritenersi ormai un’assoluta emergenza.
I social rappresentano il mezzo più efficace per arrivare a tanti in poco tempo, ma hanno un costo, di cui da soli non riusciamo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
Protestare è importante. E porta a risultati concreti. Lo dimostra la Svezia, dove il ministro degli Esteri, Maria Malmer Stenergard, ha deciso di bandire il termine “islamofobia”.
Non ne vuole più sentir parlare, anche perché nel suo Paese l’islam politico si è già impadronito di quartieri, scuole, servizi sociali e rischia persino di prendere il controllo dei partiti politici.
A denunciarlo, è stato in un’intervista all’Expressen un altro ministro, quello dell’Integrazione, Simona Mohamsson, che ha concluso: «Dobbiamo reagire!».
Ed ha aggiunto: «L’islamismo non vuole Costituzioni, ma la sharia. Non vuole integrazione, ma segregazione».
Proprio per questo il ministro degli Esteri Stenergard ha promesso di fare pressioni affinché anche UE ed ONU mettano al bando il termine “islamofobia”.
Difficile che vi riesca, ma è bene provarci. Non possiamo arrenderci all’islamizzazione del nostro Continente! Né possiamo restar zitti e lasciare che anche l’Italia si riduca come la Svezia!
Basta islamizzazione!