Strage di Cristiani, vittime della jihad islamica, in Nigeria, Congo e Centrafrica
Fino a quando?
È la domanda, che ci poniamo insistentemente, quando leggiamo le notizie che ci giungono dalla Nigeria. Non dalla grande stampa, ovviamente, poiché lì non ve n’è traccia…
Una nuova tragedia ha steso il velo nero del lutto sulla popolazione cristiana. Nella notte tra il 27 ed il 28 luglio un altro villaggio, quello di Naridon, è stato attaccato dai terroristi islamici.
Probabilmente si è trattato di miliziani fulani. Il bilancio, ancora una volta, è orribile: almeno 30 i morti, tra i quali vi sono anche otto bambini.
Moltissimi i feriti. Case e negozi sono stati dati alle fiamme, secondo un copione già visto… Tra le vittime si contano intere famiglie.
I pochi sopravvissuti hanno descritto scene di violenza inaudita, durata peraltro a lungo, pare per diverse ore.
Il presidente nigeriano Bola Tinubu ha condannato il massacro ed ordinato alle forze dell’ordine di individuare i responsabili. Parole, parole, parole… intanto i Cristiani muoiono.
Nei giorni scorsi la Conferenza episcopale locale aveva lanciato un messaggio dai toni decisi per invocare sicurezza e protezione per i fedeli. Questa strage è stata la risposta…
La Nigeria si chiede quanti massacri servano ancora prima che la popolazione possa sperare di vivere finalmente in pace.
Ci rendiamo conto di quanto importante sia, di fronte a tutto questo, muoverci in prima persona per informare quanta più gente possibile?
I grandi media tacciono, nessuno sa quel che davvero accade, nessuno prega per questi Cristiani, che testimoniano col sangue la propria fede in Cristo, nessuno li aiuta tramite i canali della Chiesa.
Dobbiamo essere noi a dare le notizie che gli altri tacciono. Ecco perché intendiamo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione.
I social rappresentano, per raggiungere l’obiettivo, il mezzo migliore, il più veloce ed il più efficace, poiché consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Ma hanno un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È urgente, perché la jihad non colpisce solo la Nigeria. Anche nella Repubblica Democratica del Congo, nei giorni scorsi, si sono scatenati i terroristi islamici dell’ADF, affiliati all’Isis.
Lo scorso 20 luglio hanno attaccato i villaggi di Mamuku e di Soma: nel primo hanno sgozzato 15 Cristiani ed incendiato 30 abitazioni; nel secondo hanno ucciso 10 cristiani e distrutto circa 20 case.
Solo quattro giorni dopo, il 24 luglio, hanno colpito di nuovo, nel villaggio di Lukaya, ammazzando altri dieci fedeli in Cristo. Spaventoso!
Nella zona, dalla fine del 2024 ad oggi, gli jihadisti rivendicano di aver ucciso almeno 1.210 Cristiani, rifiutatisi di diventare musulmani.
Non solo. Sul numero del maggio scorso di Al-Naba, il settimanale dell’Isis, è uscito un editoriale a dir poco sconcertante.
In esso si esortano i Cristiani o ad abbracciare l’islam o almeno a pagare la jizya, l’imposta chiesta ai dhimmi ovvero ai non-musulmani per vivere al sicuro.
Qualora si rifiutasse tanto la prima quanto la seconda ipotesi, «allora la colpa è solo vostra – è scritto – perché questa è la vostra scelta e questo è il nostro credo».
Orribile! Ma non è tutto: nella Repubblica Centrafricana un prete cattolico di 36 anni è stato colpito alla testa ed ucciso.
Si trattava di Padre Crépin Martial Monga. L’attentato è avvenuto il 19 giugno, mentre si recava presso la propria residenza parrocchiale.
Anche un fedele, che si trovava col sacerdote, è rimasto gravemente ferito e ricoverato in condizioni critiche.
Solo il giorno prima Padre Crépin aveva battezzato ben 175 persone lungo il fiume Mbomou, trascorrendo la giornata con loro. Evidentemente questo fatto non è passato inosservato…
Scorre ancora molto sangue cristiano in Africa. Ma la grande stampa non ne parla. Tocca a noi informare per almeno tre motivi.
1) Pregare per le vittime e per i loro familiari; 2) aiutare i sopravvissuti tramite i canali ufficiali della Chiesa; 3) far pressioni sui governi di tutto il mondo affinché prendano posizione in merito.
Per questo è importante il tuo aiuto. Grazie alla tua migliore offerta, potremo lanciare una vasta campagna di sensibilizzazione e spezzare il silenzio indirettamente complice dei media.
Difendiamo i Cristiani vittime delle persecuzioni!