Grave escalation di profanazioni e atti sacrileghi in Italia
Tabernacoli sventrati, statue decapitate, Ostie consacrate rubate…
E' una vera e propria “epidemia” di profanazioni quella abbattutasi sull’Italia. L’ultimo episodio è avvenuto presso la cappella dell’ospedale Aurelia di Roma.
Il sacerdote, in servizio presso la struttura, ha scoperto la mattina del 16 giugno che ignoti avevano letteralmente strappato il tabernacolo dal suo piedistallo, benché il peso fosse notevole.
E, con esso, hanno purtroppo sottratto anche le Ostie consacrate contenute al suo interno, probabilmente destinate al mercato sommerso delle “messe nere”.
Il card. Baldassarre Reina ha detto che quanto accaduto «offende il Signore presente nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia e ferisce profondamente la fede del popolo cristiano».
Non si tratta di un furto qualsiasi, anche perché di per sé un tabernacolo difficilmente può essere rivenduto: no, quella che si è voluta sottrarre è la Presenza reale di Cristo. E questo cambia tutto.
Sua Eminenza ha chiesto, di conseguenza, che lo scorso 21 giugno in ogni chiesa romana, prima della benedizione finale, venisse recitata l’apposita preghiera di riparazione.
Ed ha chiesto anche che venisse celebrata entro una settimana un’ora di adorazione eucaristica: «Di fronte ad un fatto così grave non possiamo limitarci all’indignazione», ha commentato.
Ma questo fatto di cronaca rappresenta solo l’ultimo anello di un’impressionante catena di atti sacrileghi, che da tempo, in Italia, colpisce chiese, cappelle e santuari ad un ritmo impressionante.
La denuncia è autorevole, poiché è giunta dall’Associazione Internazionale degli Esorcisti. Ma già da numerose parrocchie era arrivato un vibrato allarme.
La grande stampa non ne parla, è totalmente indifferente a questi episodi, nonostante la loro frequenza e la loro gravità: e questo silenzio agevola i criminali, nascondendone le malefatte.
Come credenti, però, possiamo fare molto. La prima cosa è pregare, affinché non si verifichino nuovi atti sacrileghi. Possiamo farlo in chiesa, così da vegliarla nel frattempo.
La seconda cosa, che possiamo fare, consiste nel firmare subito la petizione «Fermiamo il Maligno!», promossa da Pro Italia Cristiana.
Con essa si chiede a Davide Dionisi, inviato speciale del governo per la promozione della libertà religiosa, di intervenire in tutte le sedi istituzionali a tutela dei luoghi sacri.
La terza cosa che possiamo fare, visto il silenzio dei media, consiste nel far sapere queste notizie, affinché sempre più gente si renda conto di quel che accade.
Per questo è necessario lanciare una vasta campagna d’informazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
Date le dimensioni assunte dal fenomeno, soprattutto in occasione del solstizio d’estate, è assolutamente urgente intervenire in modo tempestivo.
Durante la celebrazione delle Sante Messe, molte Ostie consacrate vengono sottratte deliberatamente e vendute, secondo le denunce ecclesiastiche, a gruppi satanici.
Il patrimonio sacro delle chiese italiane già da anni sta subendo un saccheggio silenzioso e sistematico, benché nell’indifferenza totale dei media.
Oggetti liturgici, vasi sacri e oggetti in argento finiscono sul mercato dell’antiquariato e del collezionismo, spesso senza che le transazioni destino il benché minimo sospetto.
Non solo. Nell’aprile scorso nelle chiese di Frosinone, Ceccano e Pofi sono state decapitate statue di San Pio da Pietrelcina e della Beata Vergine.
L’arcivescovo Santo Marcianò ha espresso nell’occasione «profonda costernazione» ed ha esortato i fedeli alla «custodia della nostra fede» ed alla vigilanza negli edifici sacri.
In effetti, i ripetuti episodi pongono un problema di sicurezza dei luoghi di culto. Molte chiese e cappelle rurali o di quartiere restano a lungo incustodite, una volta aperte.
I tabernacoli sono solitamente visibili, accessibili e privi di adeguate misure di protezione, né potrebbe essere diversamente.
Raramente gli oggetti liturgici vengono assicurati e catalogati con cura. Ma il punto principale consiste nella grave offesa che, con la profanazione, viene arrecata alla Presenza reale di Cristo.
Per questo non possiamo tacere di fronte a questa escalation di atti sacrileghi.
Fermiamo tutti insieme il Maligno!