Nelle carceri i detenuti vengono costretti a “convertirsi” da bande islamiche
Vuoi conoscere i devastanti effetti dell’islamizzazione in Occidente?
Basta guardare quel che avviene nelle prigioni del Regno Unito: qui i detenuti bianchi vengono costretti a “convertirsi” a forza all’islam da vere e proprie bande di galeotti musulmani.
A confermarlo sono le cifre fornite dal Ministero di Giustizia: nelle galere di Inghilterra e Galles, un carcerato musulmano su 5 è bianco.
Nel giro di soli tre anni si è verificata un’impressionante impennata: si è passati dai 2.767 prigionieri islamici bianchi del 2022 ai 3.218 del giugno 2025 (+ 15%)!
Oggi circa il 18% del totale dei detenuti è musulmano, mentre solo il 6,5% della popolazione totale del Paese aderisce all’islam.
Non solo: i 10.487 carcerati stranieri rinchiusi nelle prigioni di Sua Maestà costano ai contribuenti inglesi ben 629 milioni di sterline all’anno.
Con questi stessi soldi si potrebbero assumere 16.500 nuovi agenti di Polizia oppure 15.000 infermieri del Servizio Sanitario Nazionale.
A fronte di tali numeri, finalmente il ministro di Giustizia, Nick Timothy, ha cominciato a porsi qualche interrogativo: «Dobbiamo ammettere che qualcosa non va», ha detto.
Ed ha proseguito: «Gli esperti ci hanno ripetutamente messo in guardia contro le conversioni forzate, che avvengono dietro le sbarre, perpetrate da bande islamiche».
Il detenuto che non si adegua va incontro a gravi conseguenze: resta senza “protezione”, quindi subisce violenze, minacce ed intimidazioni.
Ora il governo intende avviare delle indagini, ma forse è un po’ tardi… La radicalizzazione islamica nelle prigioni inglesi è un dato di fatto. Ma solo lì?
Ed in Italia? Qui i galeotti musulmani rappresentano già il 16% del totale ed ogni anno si registrano, infatti, in cella decine di conversioni.
Il sovraffollamento delle carceri e la scarsità di personale facilitano anche da noi il proselitismo islamico tra i reclusi.
Lo dimostra il caso del tunisino Anis Amri: sbarcato a Lampedusa nel 2011, è diventato jihadista nei penitenziari siciliani, poi, nel 2016, a Berlino ha “firmato” la strage dei mercatini di Natale...
Quel che avviene nel Regno Unito, dunque, è già una realtà con cui fare i conti anche in Italia come nel resto d’Europa!
C’è solo una soluzione: dobbiamo assolutamente fermare il folle processo di islamizzazione a tappe forzate, in atto da troppo tempo nel nostro Continente.
Oggi anche noi possiamo chiederlo a gran voce. Come? Firmando subito la petizione «Basta con la sottomissione all’islam!», promossa da Pro Italia Cristiana, ad esempio.
È indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché intervenga con provvedimenti concreti per fermare tale deriva e tutelare la nostra identità nazionale.
Affinché tale iniziativa abbia successo, è necessario però sostenerla anche promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante! Non a caso nei giorni scorsi il card. Gerhard Ludwig Müller ha messo in guardia dall’espansione dell’islam in un Occidente guastato dalla secolarizzazione.
Parlando all’incontro delle «Tavole di Assisi 2026», il Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede ha evidenziato i rischi impliciti al vuoto spirituale prodotto dal laicismo.
«I musulmani – ha detto – non rispettano un Cristianesimo debole, che si vergogna della Croce e si riduce ad un’organizzazione caritatevole o ad un ente di tutela ambientale».
Ed ha aggiunto: «L’Occidente non verrà assimilato da altre religioni, se recupererà il valore della missione» ovvero il coraggio di annunciare Nostro Signore Gesù Cristo, senza se e senza ma.
Ecco perché è necessario opporsi con forza al processo di islamizzazione in atto nel nostro Paese così come in tutta Europa!
Difendiamo la nostra Fede!