Nelle scuole è allarme proselitismo islamico

Nelle scuole è allarme proselitismo islamico

Cosa capiterebbe se un insegnante portasse i propri alunni in visita ad una chiesa?

Già ce lo immaginiamo: Sinistre in rivolta, qualche docente e genitore pronti a reclamare l’”autonomia” della Scuola italiana, magari un’interrogazione in Parlamento…

Se invece si portano sessanta scolari delle elementari milanesi nel centro culturale islamico di Saronno, tutti zitti. Improvvisamente per i “pasdaran” del laicismo va tutto bene.

È capitato nei giorni scorsi. Eppure questi piccoli sono stati indottrinati ai fondamenti dell’islam, a loro sono stati presentati corsi di Corano e lingua araba. Come mai nessuno protesta?

In questi casi improvvisamente la Scuola non è più “aconfessionale”? Quel che viene spacciato come “inclusione”, in realtà è islamizzazione.

Perché mai dovremmo eliminare le nostre radici, le nostre tradizioni e rimpiazzarle con queste iniziative, che non appartengono alla nostra Storia, alla nostra cultura, alla nostra fede?

Ci fa male constatare come ogni anno si cerchi di eliminare il presepe dalle aule, di modificare i canti natalizi troppo “cristiani” e di impedire al prete di venire in classe per la benedizione pasquale.

Ed ancor più è mortificante vedere come, allo stesso tempo, si intruppino gli allievi per far loro conoscere le principali pratiche dell’islam e festeggiare il Ramadan.

Si tratta di pratiche totalmente estranee alla nostra identità, di tradizioni spirituali appartenenti ad una religione che non è la nostra, né quella dei nostri padri, né quella in cui sono nati e cresciuti!

Chi pretende che la scuola sia “laica”, deve essere egualmente intransigente verso tutti, musulmani compresi, per una questione di coerenza.

Noi crediamo che debbano avere assoluta priorità nell’insegnamento i nostri costumi, i nostri riti e le nostre abitudini, perché queste ci appartengono e non altre!

Che senso avrebbe sapere tutto dell’iftar e dell’Eid al-Fitr, se poi non si conosce il significato del Natale e della Pasqua?

Ed, ancor più, come spiegare il Natale senza parlare di Gesù Bambino, come spiegare la Pasqua senza parlare di Cristo Crocifisso e Risorto?

Il nostro compito è esattamente quello di trasmettere ai nostri figli il preciso significato religioso, storico e culturale dei periodi forti dell’anno.

È talmente evidente il tentativo di islamizzazione in corso nel nostro Paese da non richiedere nemmeno spiegazioni! E noi non ci stiamo!

Affinché la nostra protesta abbia forza e sia davvero incisiva, chiediamo anche a te di darci una mano, perché sappiamo che hai già condiviso tante battaglie importanti.

Sottoscrivi subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Basta islamizzazione a scuola!», promossa da Pro Italia Cristiana.

È indirizzata al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché intervenga al più presto per fermare tale deriva e per tutelare la nostra identità nazionale.

Perché tale iniziativa abbia successo, però, è necessario supportarla, promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.

Quest’operazione ha un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Per questo ti chiediamo di darci una mano!

È urgente, poiché l’indottrinamento dei nostri ragazzi si trova già in una fase di attuazione sin troppo avanzata…

Facci caso: la realtà islamica di Saronno, pur essendo ufficialmente solo un centro culturale, si autodefinisce come “moschea”.

Il che non stupisce: solo chi non conosce il mondo musulmano ignora come tra le due cose non sussista alcuna vera differenza.

Il loro obiettivo è ben preciso: quello di fare proselitismo, di convertire all’islam. Ecco perché nei propri comunicati invitano scuole, università e gruppi a raggiungerli in “moschea”.

L’europarlamentare della Lega Silvia Sardone ha però fatto notare come tali visite avvengano «in totale assenza di un’intesa formale tra lo Stato italiano e le comunità musulmane».

Non v’è insomma «alcuna base giuridica» che le regoli e le giustifichi, né che normi le “lezioni” tenute dagli imam a bambini ed adolescenti.

E questo rappresenta un punto delicatissimo, un vulnus cruciale nel nostro sistema, cui occorre porre al più presto rimedio.

Educhiamo i giovani alla sequela di Cristo, non alla sharia!

 

Dona