In Francia basta fondi al liceo islamico “Averroè”: insegna l’islam radicale
Alla fine, la farsa è terminata e la verità è venuta a galla.
Basta più fondi dallo Stato al liceo Averroè di Lilla: la convenzione con tale scuola islamica è stata stracciata, perché si è scoperto che qui si insegnava una versione radicale dell’islam.
Lo ha deciso lo scorso 10 settembre l’apposita commissione, convocata su richiesta del Prefetto della regione Hauts-de-France, Bertrand Gaume.
Dopo tre anni è giunta così al capolinea la battaglia legale e politica, che ha visto come protagonista il più grande liceo musulmano d’Oltralpe, convintamente sostenuto dalla Sinistra.
Fondato nel 2003, si è ben presto rivelato una vera e propria scuola di integralismo. I corsi di “etica musulmana”, ad esempio, erano in aperto contrasto coi programmi ministeriali.
Vi si studiavano le opere di Hassan Iquioussen, imam marocchino legato ai Fratelli Musulmani, espulso dalla Francia nel 2022 per i suoi sermoni antisemiti.
Tra le altre cose, incitava ad imbracciare le armi contro «i terroristi della laicità»; “laicità”, che Oltralpe è sì un problema, ma non lo si risolve certo con la violenza.
Sui banchi dell’«Averroè» gli studenti venivano indottrinati e formati a nutrire un profondo risentimento verso la Francia, verso le sue istituzioni e verso l’Occidente.
Cosa ci aspettavamo d’altro? Il quotidiano online La Nuova Bussola, in un documentato articolo, ha ben spiegato quel che si predicava in classe…
«Sottomissione della donna, primato della sharia, poligamia, esaltazione del jihad e legittimazione della pena capitale per chi abbandoni la fede islamica».
La Francia fa retromarcia, chiude il principale centro di indottrinamento musulmano e noi, in Italia, cosa facciamo?
Lasciamo che le nostre scuole chiudano per il Ramadan e che concedano agevolazioni agli studenti musulmani durante le loro festività, del tutto estranee alle nostre tradizioni… Assurdo!
Già diversi “centri culturali” islamici sono stati al centro di inchieste e polemiche in Italia per la presenza di elementi destabilizzanti, di “specialisti” dell’integralismo.
Eppure vi sono ancora insegnanti, che conducono in queste strutture i propri alunni in nome di un malinteso senso del “dialogo”, all’insegna del “volemose bene”.
Vogliamo continuare in questo modo? Assolutamente no! Dobbiamo anzi reagire prima che sia troppo tardi, prima di ritrovarci un liceo Averroè anche in Italia!
Facciamo sentire con forza la nostra voce! Firma subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Basta islamizzazione a scuola!», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, affinché nelle scuole si tuteli la nostra identità nazionale e si smetta di fare propaganda di usi musulmani a noi del tutto estranei.
È un’iniziativa importante e va sostenuta anche promuovendo una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione però ha un costo, di cui da soli non potremmo farcene carico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È molto importante! Ti dicevamo prima del coinvolgimento diretto delle Sinistre nella promozione dell’islam all’interno del contesto sociale occidentale…
Lo dimostra, caso mai qualcuno avesse dubbi, Jean-Luc Mélenchon, il leader iper-progressista de «La France insoumise».
Mélenchon ha definito «ignobile» la proposta del partito di Destra, Rassemblement National¸ di promuovere un referendum popolare contro il diffondersi dell’ideologia musulmana.
Secondo l’ultra-Sinistra, ad esempio, bandire il velo islamico negli spazi pubblici significherebbe essere sessisti ed islamofobi.
Ed il paradosso è che le stesse femministe con relativo corifeo degli attivisti “rossi” sono in prima fila nell’urlare che il velo lo vogliono, eccome, ritenendolo un “simbolo di emancipazione”!
Se non fosse tutto così drammaticamente assurdo, sembrerebbe di vedere le comiche: in Iran ci sono donne che rischiano il carcere, girando a capo scoperto per sfidare il regime oppressivo.
In Occidente, invece, avviene l’esatto contrario: c’è chi, pur essendo donna, riesce a considerare il velo islamico addirittura un simbolo di “resistenza”. Inconcepibile!
Non possiamo restare ostaggio degli abbagli della Sinistra spinta… Dobbiamo reagire!
Diciamo tutti insieme «No all’islamizzazione della Scuola!».