Un migliaio di enclave senza legge in Europa
Ci sono strade, quartieri, zone delle città, in cui la Polizia non può entrare.
Ve ne sono in tutta Europa, Italia compresa. Sono aree senza legge, in cui a comandare sono il crimine e la violenza delle bande.
Qui lo Stato non arriva ed è assolutamente incapace di proteggere le vittime di turno: a lanciare l’allarme è stato il dossier messo a punto da New Direction-Foundation for European Conservatism.
Questo rapporto sulle “no-go zones”, diffuso a fine marzo, è esplicito già nel titolo: «Immigrazione, islamizzazione e ascesa delle società parallele».
In tali aree - guarda caso - risulta sovrarappresentata la popolazione musulmana. Oltre il 40% dei residenti è nato all’estero. E qui vige per lo più la sharia, la legge islamica.
I tassi di criminalità sono altissimi ed è stato dimostrato come da queste parti avvenga il reclutamento di nuovi jihadisti, pronti ad affiliarsi all’Isis.
Già questo basterebbe per dire “basta!” e per chiedere a gran voce uno stop immediato allo sbarco di altri clandestini! Oggi possiamo farlo.
Come? È molto semplice: firmando subito, se non lo hai ancora fatto, la petizione «Fermiamo l’immigrazione irregolare!», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, affinché intervenga in tutte le sedi istituzionali a tutela dei nostri confini, nonché della nostra identità culturale, morale e spirituale.
Solo bloccando questa “invasione silenziosa” e di massa potremo sperare di conseguire davvero l’importante obiettivo.
Per riuscirvi, è necessario sostenere quest’iniziativa, lanciando al contempo una vasta campagna di sensibilizzazione sui social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Ma quest’operazione ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È urgente, poiché per anni l’esistenza delle cosiddette “no-go zones” è stata pubblicamente negata dalle élite al potere, anche sui media. Affermavano il falso e sapevano di farlo.
Aver a lungo negato l’evidenza ha solo peggiorato la situazione. Secondo il rapporto diffuso, in Europa vi sarebbe ormai un migliaio di queste aree inaccessibili alla legge ed alle forze dell’ordine.
Si concentrano soprattutto nelle principali periferie urbane ed in alcuni quartieri delle città di piccole e medie dimensioni.
In queste enclave nascoste sono stati radicalizzati ed addestrati alcuni tra i più famigerati terroristi islamici, divenuti tristemente noti alle cronache.
Dal Belgio, ad esempio, sono giunti gli autori degli attentati di Parigi del 2015, degli attacchi all’aeroporto ed alla metropolitana di Bruxelles, dell’assalto del 2014 al Museo ebraico belga.
Lo stesso si può dire della Francia: a Drancy è nato Samy Amimour, membro del commando terroristico del Bataclan.
Nel Regno Unito la maggior parte degli stupri sistematici di giovani bianche, compiuti da bande composte per lo più da pakistani, è avvenuta a Rotherham, Rochdale e Oldham.
In Germania, nel 2014, alcuni gruppi musulmani hanno costituito le cosiddette «pattuglie della sharia», poi bollate come fuorilegge dalla magistratura federale.
E l’elenco potrebbe tristemente continuare. Come possiamo accettare che tutto questo vada avanti senza fiatare, senza dire nulla, come se niente stesse accadendo?
Qui è in gioco la nostra sicurezza e quella dei nostri figli! Il volto delle nostre città è già stato sin troppo sfigurato da presenze indesiderabili e indesiderate.
Pretendono di far quel che vogliono a casa nostra. Crediamo che a tanta violenza si debba rispondere tutti insieme: «Fuori di qui!».
Basta clandestini nelle nostre strade!