Fuori la Mezzaluna dalle scuole!
Ricordiamo ancora una vecchia pubblicità degli Anni Ottanta…
Parlava di una Milano «da vivere, da sognare, da godere, da bere». Probabilmente oggi quello spot non sarebbe più stato trasmesso. Perché Milano è molto cambiata.
Nella metropoli lombarda in ben 35 plessi scolastici oltre il 50% degli iscritti è di origine straniera.
Nelle 24 scuole elementari, in cui gli alunni Italiani sono meno della metà, vi sono ben 122 nazionalità diverse. Nelle 11 medie nella stessa situazione, le nazionalità sono invece 115.
In tutti i quartieri “multietnici” le classi-ghetto sono una costante: da Quarto Oggiaro a San Siro, da Corvetto a Lorenteggio fino a via Padova.
È questo il frutto velenoso della propaganda immigrazionista promossa dalle Sinistre, che predicano l’”inclusione” ed impediscono così una vera integrazione!
Come possono gli insegnanti, per quanto bravi siano, in queste condizioni assicurare agli studenti un’adeguata formazione scolastica? È impossibile!
Devono inevitabilmente rallentare il regolare svolgimento del programma e questo incide sulla qualità dell’istruzione, livellata per tutti – ahimé - verso il basso. I risultati si vedono…
In tali pot-pourri etnici è molto probabile poi che saltino fuori dirigenti e docenti particolarmente “creativi”, pronti a festeggiare il Ramadan, a cancellare il Presepe od a storpiare i canti tradizionali.
È esattamente ciò che le Sinistre sperano. Ed è proprio ciò che, invece, noi possiamo e dobbiamo evitare! Come?
Innanzi tutto, firmando la petizione «Basta islamizzazione a scuola!», promossa da Pro Italia Cristiana.
È indirizzata al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, affinché intervenga per fermare tale deriva e promuovere un apprendimento in grado di rafforzare il senso di appartenenza alla Patria.
Perché quest’ iniziativa abbia successo, è necessario sostenerla con una vasta campagna di sensibilizzazione tramite i social, che consentono di arrivare a tanti in poco tempo.
Quest’operazione però ha un costo, di cui da soli non riusciremmo a farcene carico. Ecco perché abbiamo bisogno del tuo aiuto!
È urgente! Si tratta, infatti, di decidere che Scuola vogliamo: una Scuola di qualità, ove emergano le capacità e le competenze di tutti, oppure una Scuola ferita da ideologie immigrazioniste?
È questa la posta in gioco! Il decreto-legge varato dal governo Meloni, che impone un tetto alla presenza di alunni stranieri in ogni classe, soprattutto nelle prime, rappresenta già un passo avanti.
Ma non è tutto, poiché non interviene sui livelli d’insegnamento, né sui contenuti. Non impedisce agli istituti didattici di restare chiusi per il Ramadan o di cancellare le tradizioni natalizie.
Tutt’altro! Quando il provvedimento dell’esecutivo è stato approvato ed ha introdotto, tra le altre cose, il divieto di burqa e hijab, l’Associazione Nazionale Presidi ha esultato.
E sai perché? Perché ha inteso questa misura nel senso di una “neutralità” dell’ambiente scolastico, il che francamente ci preoccupa...
Oggi questa “neutralità” riguarda il velo islamico, domani può riguardare la S. Messa d’inizio e fine anno, che un tempo era prassi ovunque, anche negli istituti statali.
Così non ci siamo! La direzione è quella giusta, ma quanto fatto non basta! Occorre agire in modo che la Scuola italiana non venga islamizzata e contrastare qualsiasi pretesa in tal senso, tutto qui!
Ti facciamo un esempio: insegnare il significato – quello vero – del S. Natale o della S. Pasqua significa spiegare le origini della nostra cultura, della nostra Storia, delle nostre tradizioni.
Fa parte di noi, di ciò che siamo, della nostra identità! Il Ramadan, invece, ci è del tutto estraneo, capisci? Le radici cristiane fanno parte di noi, quelle musulmane assolutamente no!
Ecco perché dobbiamo opporci a qualsiasi tentativo venga posto in essere per inculcarci nozioni e pratiche, che col nostro popolo non c’entrano proprio nulla!
Fuori la Mezzaluna dalle nostre aule!